Un anno di libertà vigilata per il co-fondatore di PartyGaming
22/12/2010, Online casino
Il co-fondatore indiano della società PartyGaming, Anurag Dikshit, è stato condannato a un anno di libertà vigilata da un Tribunale di New York. Dikshit ha accettato di pagare la somma di 300 milioni di dollari ed ha consentito di collaborare con i procuratori federali nell'ambito di un'indagine in corso.

Il capo d'accusa che viene imputato a Dikshit è legato all'attività di PartyGaming negli Stati Uniti anteriormente all'entrata in vigore dell'UIGEA, nel 2006. A quel tempo, PartyPoker.com controllava oltre la metà del mercato del poker online negli Stati Uniti, ma' ha preso la decisione di ritirarsi dal business statunitense dopo l'approvazione della legge.

Nel 2008, Dikshit si è dichiarato colpevole della violazione del Wire Act, una legge approvata 1961, che rendeva illegali le scommesse da remoto. E' stata la prima volta che il Wire Act è stato associato al poker online.
In effetti, molti rappresentanti dell'industria sono stati colti di sorpresa quando Dikshit ha consentito di ammettere la propria colpa e quella della sua società.
A differenza di PartyPoker, PokerStars continua a proclamare la propria innocenza riguardo alle accuse di violazione della legge negli Stati Uniti. Agli occhi di molti, la decisione di Dikshit appare come un tradimento nei confronti di PartyGaming. Questo business ha dato a Dikshit la possibilità di diventare multi-milionario e di occupare, nel 2008, la 207ma posizione nella classifica dei più ricchi del mondo. Dikshit ha scelto di separarsi completamente da PartyGaming vendendo la sua quota di azioni.
Gli altri due co-fondatori di PartyGaming, Ruth Parasol e Russ De Leon, non sono stati accusati insieme a Dikshit. Attualmente, entrambi vivono in Europa.
Fondato nel 1996, PartyGaming ha svolto il ruolo di operatore leader nel settore prima dell'entrata in vigore dell'UIGEA. Il ritiro di PartyGaming dal mercato statunitense, avvenuto nel 2006, ha consentito a PokerStars e Full Tilt di accaparrarsi, poco a poco, il mercato internazionale del poker online.
Secondo le stime della rivista Forbes, PokerStars genera circa 1.4 miliardi di dollari all'anno, mentre Full Tilt Poker genera circa 500 milioni all'anno.
Sempre secondo Forbes, circa 2.5 milioni di Americani giocano a poker online.

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