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Poker on line: l'FBI invia una lettera al Congresso
11/12/2009, Online poker
Nonostante il poker sia riconosciuto come un gioco in cui la vincita dipende sopratutto dalle abilità del giocatore e non dall'azzardo, i gruppi anti-gambling continuano a cercare il pelo nell'uovo al poker. L'ultima accusa contro il poker online arriva da parte di un agente dell'Fbi che imputa alle poker room di incoraggiare le truffe. Shawn Henry, un agente della divisione di criminalità informatica dell'FBI, ha inviato una lettera al Congresso in cui dimostra che le poker room online possono essere soggette a frodi e truffe. La lettera è stata presentata ai membri del Congresso nell'ambito delle discussioni sulla legalizzazione del gioco d'azzardo online. Secondo Shawn Henry "il poker online è soggetto a frodi e manipolazioni". Egli sostiene che ci sono su Internet numerosi programmi che permettono ai giocatori di barare nel poker online. Henry a fornito l'esempio di un gruppo di due o tre giocatori che collaborano insieme in modo da vincere il gioco e defraudare gli altri giocatori dei loro soldi. L'agente dell'FBI ha aggiunto che la nuova legislazione del settore del gioco d'azzardo dovrebbe autorizzare unicamente gli operatori che dispongono di una tecnologia in grado da bloccare ogni possibilità di barare. Egli ha inoltre sottolineato che tutti gli operatori di gioco d'azzardo dovrebbero prima di tutto tutelare gli interessi dei loro clienti. In risposta a questo attacco, l'organizzazione statunitense Poker Players Alliance (PPA) ha sottolineato che la presentazione di Shawn Henry non prende in considerazione il progresso tecnologico delle attuali poker room online. La PPA raccomanda al Congresso la regolarizzazione del poker online, e non il suo divieto. Notizie correlate
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