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Gli operatori di gioco del mercato britannico devono farsi autorizzare
14/04/2010, Attualità gambling
Secondo quanto emerge dalla stampa britannica, gli operatori stranieri che vogliono continuare ad operare sul mercato inglese dovranno versare una tassa per farsi autorizzare. Il contributo sarà fissato al 10% dei loro profitti lordi. Il governo laburista è pronto a lanciare un giro di vite sugli operatori di scommesse stranieri e, secondo la pubblicazione britannica, i loro sforzi si concentrano a colmare la lacuna che consente alle aziende registrate in altri Paesi a raccogliere scommesse nel Regno Unito. La maggior parte degli operatori che raccolgono scommesse sul territorio britannico hanno spostato le loro operazioni in Paesi definiti come paradisi fiscali per sottrarsi alla dura tassazione del Regno Unito. Al momento, solo le società di scommesse basate nel Paese sono soggette al pagamento dell'imposta, destinata al finanziamento dell'attività ippica (horse racing levy). Nel commentare la proposta in materia di prelievo fiscale, Gerry Sutcliffe, ministro dello Sport, ha detto: "L'iniziativa servirà a proteggere i posti di lavoro britannici, fornendo assistenza agli operatori di scommesse che sono rimasti nel Paese e pagano la loro parte dovuta all'erario. Questa mossa è svolta ad eliminare le condizioni di disparità del mercato." Notizie correlate
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